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Oriental shorthair and siameses

 
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Leggenda

L’origine del siamese e di conseguenza anche degli orientali cade tra la Thailandia e la Gran Bretagna. Esistono nella letteratura, numerose leggende che raccontano l’esistenza del siamese.

Tra le tante esiste una storia che narra di come Dio vedendo la particolare fede e protezione che i siamesi avevano per il mondo volle premiarli colorando loro gli occhi color del cielo. Un’altra leggenda narra che in Thailandia, i siamesi avevano il compito di difendere, dagli aggressori, i vari templi ricchi di gemme e pietre preziose destinate alle divinità. Il loro lavoro era svolto in modo talmente perfetto, che a furia di fissare tutti quei tesori, divennero strabici, e la loro coda, a furia di avvolgere le varie anfore, divenne nodosa.

Trovo bello citare un’altra storia che racconta di come le principesse Birmane, prima di fare un bel bagno avevano l’abitudine di infilare i loro anelli nelle code dei siamesi. E proprio grazie a questo nodo, presente sulla punta della coda, gli anelli non andavano perduti. E proprio basandoci su questa diceria, si narra che un giorno una principessa, costretta ad abbandonare il palazzo preso di mira da minacciosi briganti; non sapendo dove porre al sicuro i propri gioielli, portò con se il suo siamese nella selva e gli affidò il tesoro dicendogli di non muoversi fino al suo ritorno.

Il siamese così facendo, si sedette sul tesoro, per proteggerlo meglio, attorcigliando la sua coda attorno a se. Al suo ritorno la principessa trovò il siamese nell’esatta posizione di come l’aveva lasciato. Ed il tesoro era rimasto intatto.

Anche la sua notevole vocalità fu simpaticamente giustificata dal fatto che sovente il siamese era guardiano dei figli del re, il che spiegherebbe le sue particolarità vocali. Un'altra leggende spiegherebbe perché l’uccisione di un siamese nell’antico Siam (oggi la nuova Thailandia) veniva punita con la morte del colpevole.

I membri della famiglia reale, dopo la morte si narra che avevano il potere di reincarnarsi nel loro gatto. Il felino veniva così inumato con il defunto nella tomba alla quale erano stati praticati dei fori d'uscita permettendo così alla bestiola di fuggire; portando con se l’anima del morto. Il felino veniva così riaccolto nella corte e trattato come un famigliare.

Un'altra leggenda narra di come un re che viveva in un magnifico palazzo posto sulle sponde di un fiume, avesse una figlia che adorava fare il bagno. Partendo dal palazzo disse ad un gruppo di siamesi di badare a sua figlia. Colta all’improvviso da un coccodrillo, fu salvata dai suoi siamesi che agitando le loro code sulla sponda opposta del fiume, distraendo i coccodrilli diedero la possibilità alla principessa di salvarsi. Il rettile, purtroppo azzanno con le sue fauci le estremità delle code dei rispettivi siamesi. Questo spiega oggi esistono due gruppi di siamesi, quelli con la coda lunga, che erano rimasti nel palazzo, e quelli con la coda relativamente corta, che avevano salvato la vita alla figlia del re.

Un altro mistero sull’origine di questa coda “nodosa” è stata data dalla studiosa di mitologia M.O Howey che avanza l’ipotesi secondo la quale i siamesi per ricordarsi dei vari compiti assegnatogli si facevano un nodo alla coda…

Inoltre si racconta che il siamese porti sul suo dorso il marchio del tempio. Era noto intravedere su alcuni siamesi “altolocati” lievi ombre fuligginose di un segno, che indicavano il punto in qui era stato afferrato il gatto. Le antiche leggende narrano che quel segno sarebbe stato lasciato sul pelo chiaro, dalle dita macchiate di fuliggine di una qualche divinità.